Il Ponte di Veja
si presenta come un'architrave d'ingresso di un'immensa
caverna carsica, sopravvissuto al crollo progressivo
della volta centrale.
Affascinante è il contrasto tra il colore ammonitico
della grandiosa arcata ed il grigio delle formazioni
oolitiche inferiori.
L'insieme presenta uno spettacolare evento naturale,
ispirò poeti come Dante Alighieri, al quale avrebbe
suggerito la visione delle malebolge infernali,
o artisti come Andrea Mantegna, che lo richiama
in maniera evidente in un suo affresco.
Le prime tracce di presenza umana a Veja risalgono al
Paleolitico Inferiore (schegge di selce e qualche raschiatoio).
Numerose sono anche le testimonianze del Paleolitico
Medio, ma è comunque a partire dal Paleolitico
Superiore che la zona ha dato il maggior numero di reperti,
legati all'attività di caccia.
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